Dubai: 13 – 28 novembre 2010

Dubai indica al contempo uno dei sette emirati che compongono gli Emirati Arabi Uniti, e la città più importante del medesimo emirato (che, in lingua inglese, viene anche indicata come Dubay City  e che in arabo è invece Madīnat Dubaī).

Dopo la morte, avvenuta in Australia il 4 gennaio 2006, dello Sceicco Maktum bin Rashid Al Maktum, è diventato emiro di Dubai uno dei suoi fratelli minori, lo Sceicco Mohammed bin Rashid Al Maktum.

Dubai è, dopo Abu Dhabi, il secondo emirato del paese con una popolazione di circa 1.500.000 abitanti, si trova sul Golfo Persico, a sud ovest di Sharjah e a nord est di Abu Dhabi.
Dubai si distingue dagli altri emirati in quanto soltanto il 10% del suo prodotto interno lordo è derivato da entrate collegate all’industria petrolifera: le maggiori fonti di ricchezza di Dubai sono, infatti, la zona economica speciale di Jebel Ali ed il turismo, che è in costante crescita.

La decisione del governo di diversificare l’economia per puntare maggiormente sui servizi e il turismo ha contribuito ad aumentare il valore della proprietà immobiliare, che negli anni tra il 2004 e il 2006 ha vissuto un vero e proprio boom. Le costruzioni su larga scala hanno reso Dubai una delle città a maggiore sviluppo urbanistico del mondo, al pari delle metropoli cinesi.

L’area della città vecchia di Dubai, chiamata Bastakia, è oggi valorizzata con lo svolgimento di attività culturali e d’interesse storico. Il museo di Dubai, ai margini di Bastakia ed insediato nella vecchia fortezza, fotografa la storia delle tribù beduine e della vecchia economia basata sul commercio di perle e sulla pesca. Bastakia sorge sulla sponda del Creek, il fiume che attraversa e divide la città dal quartiere di Deira, oggi conosciuto più per le attività di commercio che per il valore storico. A Deira, infatti, sorge il Gold Suq, ovvero il famoso mercato dell’oro. L’assenza di imposte favorisce il commercio con prezzi inferiori rispetto a quelli degli altri Stati, ancor più enfatizzato se comparato con quelli europei; non è difficile trovare gioielli di produzione europea a prezzi dal 20 al 40% inferiori.

Tuttavia, non esiste solo il business “normato”: camminando per i mercati dell’oro o delle spezie, infatti, si è continuamente fermati da venditori che propongono di seguirli in veri e propri sgabuzzini ricavati dai magazzini dei negozi, per contrattare l’acquisto di borse ed orologi. Si tratta di “falsi d’autore”: nonostante non siano originali, l’altissima qualità di riproduzione sfida perfino l’occhio più attento. Tra l’altro, molti “salesmen” improvvisati conoscono anche l’italiano, ed accettano qualsiasi moneta.

Il vero sviluppo di Dubai avviene dal 1992 in poi, dove sorge la vera e propria città moderna. L’esigenza di sviluppare il commercio e, in parallelo, il turismo ha portato alla creazione di strutture uniche al mondo, sia per gli aspetti architettonici che per le dimensioni. Nel 2006 a Dubai sono presenti circa il 23% di tutte le gru mondiali da costruzione ed i grattacieli sorgono a decine lungo tutta la città. La stessa città non è più ben definita, in quanto le zone desertiche sono oggi in fase di edificazione. Lo sviluppo, infatti, coinvolge entrambe le principali attività economiche. Da un lato le attività commerciali e residenziali si estendono verso il deserto. Sono in fase di costruzione l’International City, la silicon City, la Sport City e Dubailand che dovrebbe diventare il più grande parco divertimenti del mondo – oltre ad un immenso complesso ospedaliero e di wellness. Dall’altro lato il turismo si concentra sulla costa, dove la creazione delle palme porterà in primo piano il turismo degli Emirati Arabi Uniti (UAE-United Arab Emirates).

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